Chi era Dupasquier? La carriera dello sfortunato pilota svizzero

Pubblicato da luca florio il

Fino a sabato mattina il nome di Dupasquier non era molto noto al di fuori dei più appassionati. Lo sfortunato diciannovenne svizzero era solo alla seconda stagione nel Motomondiale. Ripercorriamo i punti salienti della carriera di Jason Dupasquier.

Le moto sono una passione di famiglia. Il padre, Philippe, è un ex pilota di motocross ed il fratello minore, Bryan-Kim, attualmente corre nella Northern Europe Talent Cup e spera di replicare l’arrivo al Motomondiale del fratello. Da piccolissimo Jason è campione nazionale di supercross ma decide poi di passare alle corse su asfalto. A causa delle leggi svizzere che vietano le competizioni motoristiche su pista, Jason si trasferisce in Germania. Qui il pilota svizzero compete nell’ADAC Junior Cup nel 2015 e nel 2016, vincendo il titolo al secondo tentativo. L’anno successivo passa quindi al mondiale junior in Spagna e vince la North European Cup, provando il primo assaggio della KTM Moto3 che guiderà per il resto della sua carriera. La vittoria gli apre le porte della Red Bull Rookies Cup, il celebre monomarca considerato il miglior trampolino per la Moto3.

Il 2018 si rivela però un anno difficile per Dupasquier, che impegnato anche nel CEV, rimedia un grave infortunio al femore che lo tiene fuori per quasi tutta la stagione. Il vero esordio avviene quindi l’anno seguente, che conclude all’ottavo posto, mentre continua a correre anche nel CEV. I risultati in crescendo convincono Florian Prustel a puntare su di lui per il mondiale Moto3. Per l’esordiente la stagione è difficile e non mette a referto neanche un singolo punto. Il team Prustel GP però continua a credere sulla promessa svizzera e viene ripagato. Dupasquier va a punti in tutte le prime gare, cogliendo un settimo posto a Jerez come miglior risultato. Sulla stessa scia positiva era partito il weekend del Mugello, culminato nel quinto posto nelle FP3 e l’accesso diretto nelle qualifiche due. Il destino però ha voluto che la favola di Jason finisse quello stesso giorno.

Luca Florio