Eprix di Roma, salto in avanti nell’organizzazione. Ma…

Eprix di Roma, salto in avanti nell’organizzazione. Ma…

Il quartiere dell’Eur ha ospitato, per la seconda volta, l’Eprix di Roma. La gara è stata subito interrotta da un clamoroso incidente che ha causato una lunghissima interruzione. E alla fine è stata vinta da Mitch Evans sulla Jaguar, che ha preceduto la DS del poleman Andrè Lotterer e la HWA di Stoffel Vandoorne.

La gara ha registrato il tutto esaurito sul circuito cittadino dell’Eur. Rispetto allo scorso anno erano state peraltro aggiunte alcune tribune extra per far fronte al grande afflusso di pubblico dei romani e non. Noi abbiamo vissuto attentamente questo evento. Passando, tra venerdì e sabato, oltre 16 ore in circuito. E abbiamo potuto fare un bilancio su cosa è migliorato rispetto al 2018 e cosa invece c’è ancora da ritoccare.

Percorsi: una delle falle organizzative più evidenti del 2018 riguardava i percorsi previsti per il pubblico. Che, per entrare e uscire dal’E-Village della Nuvola era costretto a seguire un percorso obbligatorio lungo circa un chilometro. La situazione è sensibilmente migliorata quest’anno, con tragitti decisamente più umani. Le gambe dei tifosi ringraziano.

Acqua: come in tutti gli eventi di questo tipo è proibito introdurre all’evento bottigliette d’acqua con il tappo. Quest’anno tuttavia venivano distribuite delle borracce riutilizzabili, che si potevano riempire presso dei distributori di acqua. Mossa azzeccata che ha consentito ai visitatori di far fronte al problema bevande, e verosimilmente di risparmiare anche parecchi euro.

Stand: maggiore il numero degli stand rispetto allo scorso anno. Vuoi per il numero maggiore di team (BMW è la new entry più importante, ma c’erano già gli stand anche di Mercedes e Porsche che entreranno l’anno prossimo) vuoi per la maggiore maturità dell’evento, le attività extra-pista erano molto numerose.

Da segnalare che quest’anno è stato anche rispettato il programma della sessione di autografi: l’anno scorso l’evento era infatti stato spostato nel piazzale dell’Obelisco nonostante fosse indicato nella Nuvola. Questa volta è avvenuto tutto secondo le indicazioni iniziali.

Ma… come detto anche questa edizione dell’Eprix di Roma non è stata esente da pecche. La prima pare congenita. L’apertura dei cancelli è avvenuta nuovamente in ritardo rispetto al previsto, facendo perdere ai tifosi parte della prima sessione di libere. Problemi – pare – di autorizzazioni da parte della questura. C’è da dire comunque che il ritardo c’è stato, ma molto più contenuto rispetto al 2018.

Da criticare anche la gestione del materiale che poteva essere introdotto nell’area del circuito: a rigore di regolamento non era infatti possibile introdurre cibo, ma per fortuna il personale si è dimostrato flessibile da questo punto di vista. È inoltre grottesco il fatto che non potessero essere portate, per motivi di sicurezza, bottigliette con tappo, ma che venissero vendute normalmente nei bar del circuito.
Infine, la manovra “economica” sulle borracce: la loro distribuzione è cessata nelle ore intorno al pranzo e ripresa solo nel pomeriggio, probabilmente per tutelare gli affari di bar e ristoratori.

In conclusione la seconda edizione dell’Eprix di Roma si è svolta in maniera decisamente migliore della prima. La maggiore esperienza ha evidentemente aiutato. Restano tuttavia lacune problematiche che dovranno essere risolte nei prossimi anni per garantire un’esperienza sempre migliore ai tifosi.
Voi eravate presenti? Diteci le vostre impressioni, e se siete d’accordo con quanto abbiamo scritto!

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mwlsport

Un pensiero su “Eprix di Roma, salto in avanti nell’organizzazione. Ma…

  1. Sulle gambe dei tifosi non sono d’accordo visto che per arrivare alla tribuna 4B venendo a piedi da Laurentina/Tre Fontane mi hanno obbligato a passare per viale America (alcuni chilometri a piedi solo per entrare nel circuito)

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