FCA-PSA: 500 diventa un marchio, e Fiat contro Dacia?

FCA-PSA: 500 diventa un marchio, e Fiat contro Dacia?

22 Gennaio 2020 Off Di Lorenzo Lucidi

La fusione tra FCA e PSA, che sarà operativa tra circa un anno, creerà un gruppo con un portafoglio di marchi sconfinato. 14 in tutto di cui, assicura Tavares, nessuno verrà chiuso. Anzi: stando a quanto emerge man mano che i vertici ragionano sul futuro del gruppo, questa cifra potrebbe crescere ulteriormente.

Nelle stanze dei bottoni del nuovo gruppo c’è un cruccio: quello dei marchi generalisti. Assodato che Peugeot è la “Volkswagen” della famiglia, resta da decidere cosa fare di Citroën, Opel e Fiat. Che al momento presidiano più o meno la stessa fascia di mercato.

La parola d’ordine è diversificare, per evitare sovrapposizioni e cannibalizzazioni tra brand fratelli. Da qui l’idea di creare il 15mo marchio: 500. Ovvero, detto in altre parole, rendere le modaiole (e costose) vetture torinesi un brand a parte.

Un’operazione non troppo dissimile da quella fatta dalla stessa PSA con Citroën e DS. Ma quali sarebbero i vantaggi di scorporare il marchio 500? Innanzitutto si migliorerebbe la percezione delle varie versioni della gamma (che diventerebbe una Mini all’italiana) allontanando la parentela con le torinesi più popolari. E di conseguenza si potrebbe spostare Fiat verso una fascia più bassa del mercato con gli altri suoi modelli.

Panda, Tipo, una eventuale nuova Punto e i veicoli commerciali potrebbero quindi costituire un’arma efficace contro Dacia. Che con la sua ricetta fatta di prezzi competitivi e buona qualità ha conquistato migliaia di clienti.

Naturalmente il riassetto sarà un lavoro lungo e complesso. E ciò che vi abbiamo illustrato potrebbe essere approvato oppure bocciato dai vertici del nuovo gruppo. In ogni caso sarà – come al solito – il mercato a dare l’ultima parola.

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