Ferrari, auguri ma non troppo. L’amara Pasqua in Rosso

Ferrari, auguri ma non troppo. L’amara Pasqua in Rosso

La Pasqua ferrarista ha un sapore amaro, che le uova di cioccolato e gli altri dolci tipici non possono addolcire. Insomma Ferrari, auguri ma fino a un certo punto. Nei primi tre gran premi della stagione gli eterni rivali della Mercedes hanno portato a casa tre doppiette. La Rossa appena un paio di podi, una classifica desolante con gli avversari già a un distacco siderale e una montagna di dubbi.

I dubbi riguardano in primis la macchina. La SF90 è lenta o veloce? Affidabile o inaffidabile? Un enigma, almeno per chi come noi non lavora in Ferrari e non si chiama Mattia Binotto. In tre corse solo una volta la Rossa si è mostrata all’altezza delle rivali. In quel Bahrain che per un soffio non è stato teatro del primo successo di Charles Leclerc. Prima e dopo, però, vale a dire in Australia e Cina, la Ferrari è tornata a a navigare a vista, lontanissima da quelle Frecce d’argento che macinavano giri in testa.

Ma le prestazioni non sono l’unico punto interrogativo che riguarda la Rossa. la grande incognita riguarda anche l’affidabilità. Già troppi problemi per le SF90, compreso il guasto che ha tolto il meritatissimo successo a Leclerc in Bahrain. E questo è un grosso problema, perché per migliorare l’affidabilità spesso bisogna frenare le prestazioni. Insomma, la classica coperta corta.

E poi, ad angustiare i ferraristi, c’è la questione piloti. In tre gare ci sono già stati tre ordini di scuderia. Il primo in Australia, quando è stato chiesto a Leclerc di non passare Vettel. Il secondo in Bahrain, dove al monegasco fu detto di attendere prima di attaccare Seb (ordine poi non rispettato). Il terzoa Shangai, dove al monegasco è stato chiesto addirittura di lasciar passare il compagno. Una questione che rischia di diventare problematica se dovesse ripetersi, dato che i piloti sembrano equivalersi. Al netto degli errori di Sebastian Vettel.

Gli ordini fanno male al team. ma fa ancora più male che tali ordini arrivino per un quarto o un quinto posto. Non certo le posizioni che competono alle Rosse.
La Ferrari ha mille nodi da sciogliere, e Mattia Binotto avrà il suo bel daffare. Il suo compito è difficile: decifrare una monoposto complicata, gestire una scuderia su cui gravano aspettative enorme, e gestire piloti che hanno voglia di vincere.
Cara Ferrari, auguri, ma non troppo.

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Lorenzo Lucidi