Ferrari, è la macchina da battere ma non riesce a vincere

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Ferrari, è la macchina da battere ma non riesce a vincere

La SF71-H è la monoposto più veloce di questo avvio di Mondiale 2018. Non c’è scaramanzia che tenga, il dato è oggettivo. Ad ora, dopo quattro gran premi disputati, Vettel ha conquistato tre pole position, e Raikkonen tre prime file. La Ferrari è stata l’unica squadra ad aver portato almeno una vettura in prima fila tutte le gare, conquistando ben due prime file complete. Ma manca qualcosa.
Infatti oltre queste premesse c’è poco. Se Vettel ha conquistato in modo abbastanza rocambolesco le prime due gare in Australia e Bahrain, altrettanto non è riuscito a fare in Cina e Azerbaijan. Nonostante fosse, a parità di condizioni, sensibilmente più veloce dei diretti rivali. Ma cosa è mancato alla Ferrari? Diverse cose, vediamo quali.
Innanzitutto, l’affidabilità del muretto. Che si è dimostrato poco reattivo in diverse occasioni, o optando per scelte troppo conservative (le durissime soft a Baku) o agendo in ritardo (Shangai). Una debolezza insostenibile in un Mondiale che in buona parte si gioca ai box.
Poi ci sono stati gli errori (umani) dei piloti, con un Vettel che è perfetto ogni week end, ma solo al 99%, e un Raikkonen piuttosto disponibile agli sbagli.
Infine una buona dose di sfortuna. Quella che ha procurato l’incidente al box di Kimi in Bahrain e i vari problemi causati da Verstappen.
Il Campionato tuttavia è ancora lungo, e c’è il tempo di trasformare i punti di debolezza in punti di forza.

Lorenzo Lucidi

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