Ferrari scappa all’estero?

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La notizia ha scosso l’Italia intera, ma non solo. La Ferrari potrebbe trasferire la propria sede fiscale, forse in Inghilterra. Motivo? Pagare (molte) meno tasse. La decisione sarebbe in linea con la politica di Sergio Marchionne, amministratore delegato di FCA e da pochi mesi presidente della Ferrari. La notizia è stata rilanciata dai giornali di tutto il mondo, e il coro che si leva è unanime: la Ferrari non può abbandonare l’Italia, nemmeno se si trattasse della sola sede fiscale. L’operazione, comunque, avrebbe una sua logica: nel nostro paese la pressione fiscale è alle stelle una delle più alte in Europa e nel mondo intero, senza contare la proverbiale inefficienza della burocrazia. E la situazione non sembra destinata a cambiare, almeno nel medio termine, vista l’inadeguatezza delle misure finora prese dal Governo. In Gran Bretagna, al contrario, la pressione fiscale è relativamente ridotta (specie in confronto all’Italia) e il risparmio conseguito dal Cavallino giustificherebbe ampiamente l’operazione.

Resta però il fatto che la Ferrari rappresenta un simbolo, è parte fondamentale del nostro Paese e dell’immagine dell’Italia nel mondo. E la locazione della sede, per quanto dettaglio marginale nell’identità di un’azienda, è fondamentale per la Ferrari. Resta solo da sperare un cambio di rotta da parte di Marchionne, e magari una presa di coscienza da parte del governo che la situazione economica in Italia è insostenibile.

Sergio Marchionne, comunque, smentisce il trasferimento dall’Italia della sede fiscale. Il rischio sembrerebbe quindi scongiurato, almeno per ora, ma resta la paura che le aziende simbolo del nostro Paese possano fuggire dall’Italia per motivi economici.

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