La futura Supersport 600: Ducati e Triumph romperanno l’egemonia Yamaha?

Pubblicato da luca florio il

La Supersport è sempre stata una categoria molto apprezzata dagli appassionati. Sia per il livello di competitività, sia per i costi ridotti rispetto alla Superbike. Il successo in questa categoria ha lanciato Vermuelen e Crutchlow verso la MotoGP, ma il re della categoria è ancora Kenan Sofuoglu con cinque titoli. Eppure, negli ultimi ha meritato il dispregiativo di Yamaha Cup. Non solo per l’impressionante ruolino di marcia della casa dei tre diapason. I piloti Yamaha hanno infatti vinto 47 gare sulle 57 disputate dal 2017 ad oggi, contro le 9 di Kawasaki e la vittoria di Rolfo su MV a Phillip Island nel 2017. La griglia odierna è fatta quasi solo di R6: le Kawasaki sono sei (considerando anche quelle iscritte all’europeo), mentre MV ha lasciato il solo Niki Tuuli a fronteggiare l’esercito di giapponesi.

Dorna ha quindi considerato di stravolgere il regolamento tecnico, aprendo ad una soluzione simile a quella della Supersport 300. Più frazionamenti e cilindrate ammessi e competitività controllata mediante regolazione dei giri motore. Ne hanno colto subito l’occasione Ducati e Triumph, mettendo in pista nei campionati nazionali le loro sportive di media cilindrata. Ducati e Triumph romperanno l’egemonia Yamaha?

Ducati: la Big Supersport del National Trophy 600

La Ducati Panigale V2 ha avuto la possibilità di scendere in pista in mezzo alle seicento grazie al Moto Club Spoleto, l’organizzatore del National Trophy. La serie corre in concomitanza del CIV ed è caratterizzata da un livello altissimo nelle categorie 1000 e 600. Ai nastri di partenza della Big Supersport, che corre con classifica separata, ci sono nomi celebri del motociclismo nazionale. Manuel Bastianelli e Nicholas Spinelli sono entrambi a quota due campionati italiani vinti e sono passati alla nuova sfida con Barni Racing e CM Racing, rispettivamente. I risultati migliori al giro di boa li ha però Matteo Ciprietti, proveniente dal CEV Moto2. Al Mugello Spinelli e Ciprietti sono arrivati per primi al traguardo, spartendosi giro veloce e pole position. Se a Misano la Yamaha di Armando Pontone ha ottenuto la vittoria assoluta, davanti a Ciprietti, il pilota Ducati ha dominato il weekend di Imola.

Ducati Panigale V2 955cc. Foto: moto.it

Triumph: il ritorno al British Supersport

Triumph ha invece affidato al team PTR lo sviluppo della Triumph Daytona 765 nel campionato Supersport britannico. Il team è d’eccezione, essendo stato uno storico team Honda nel mondiale. I piloti scelti non potevano essere più diversi tra di loro. Kyle Smith è un esperto di medie cilindrate, avendo vinto tre gare in Supersport e con un passato in Moto2. Pur essendo britannico, ha sempre vissuto in Spagna ed è alla prima esperienza nel difficile campionato di casa. Al suo fianco il giovane americano Brandon Paasch, che invece ha vinto un titolo Moto3 in terra d’Albione. Dopo un promettente debutto durante i test precampionato, le prestazioni della tricilindrica inglese non hanno mantenuto le promesse. Nei primi quattro round solo posizioni di metà classifica, ma c’è rammarico per una caduta di Smith all’ultimo giro mentre era in testa a Knockhill.

Le regole del campionato permettono già dal 2020 a Kawasaki di scendere in pista con la versione da 636cc. La passata stagione è stata comunque avara di successi, mentre in questa prima parte di campionato l’esperto Jack Kennedy ha raccolto quattro podi in altrettante gare. Che anche Akashi rientri in partita?

La Triumph sotto le insegne PTR Dynavolt che corre nel BSB.

Prospetti futuri: MV Agusta, Honda e Yamaha?

Quando si parlava di cambio regolamentare il pensiero si è rivolto anche alla MV Agusta, che corre attualmente con la F3 da 675cc. Nei listini della casa varesina c’è già da anni la versione da 800cc, che potrebbe debuttare in pista il prossimo anno, ma non giungono ancora conferme. Suzuki e Honda hanno abbandonato da anni il segmento, con la nuova CBR600RR riservata al mercato nipponico. La Yamaha invece starebbe mettendo a punto una nuova tricilindrica da circa 850cc, con il nome di YZF-R9, derivata dalla MT-09. Una mossa simile a quanto fatto per la nuova R7, che basti a mantenere l’egemonia in Supersport?

Luca Florio