Le auto elettriche hanno senso? O meglio puntare sull’ibrido?

Pubblicato da Manuel Tavolacci il

L’auto elettrica è considerata l’auto del futuro, futuro non meglio declinato se non per quanto riguarda il
settore energetico, ovvero l’abbandono dei carbon fossili a favore di energia “pulita”, rinnovabile.
Nell’immaginario collettivo il concetto di auto elettrica si lega indissolubilmente con quello di energia
rinnovabile, tanto che i due termini sono divenuti sinonimi, anche se profondamente diversi. Tralasciando
tecnicismi, non potrebbe esserci auto elettrica senza energia, qualunque essa sia la sua fonte, carbon
fossile e/o rinnovabile.
A questo punto dovrebbe essere chiaro il perché l’auto elettrica e l’energia pulita siano due termini
differenti. Il primo, l’auto elettrica, non necessariamente legato al secondo, energia pulita.
A questo punto verrebbe da chiedersi se le auto elettriche oggi circolanti, per esempio in Italia, siano
davvero alimentate per mezzo di energia pulita.

Supponiamo, per un attimo, che l’Italia sia priva di auto elettriche e che sia autonoma dal punto di vista
energetico. Supponiamo inoltre che un numero considerevole di italiani acquisti un’auto elettrica; questo
corrisponderebbe a un aumento del consumo energetico su scala nazionale. A seguito di ciò l’Italia
dovrebbe incrementare la produzione di energia elettrica.

E’ ben noto che l’Italia non sia autonoma dal punto di vista energetico, pertanto, non potendo
incrementare la propria produzione nell’immediato si troverebbe costretta a rivolgersi al mercato
energetico europeo acquistando la quantità di energia necessaria a sopperire al suo fabbisogno.
Anche gli altri paesi europei si doterebbero di auto elettriche, pertanto il meccanismo appena descritto si
replicherebbe identico in tutti questi.
E’ risaputo che ogni paese abbia l’obiettivo di svincolarsi dai carbon fossili aumentando l’utilizzo di fonti
rinnovabili. Questo dovrebbe comportare proprio l’utilizzo di carbon fossili sia per sopperire alla
temporanea mancanza di energia pulita per il fabbisogno interno sia per quello esterno, con un relativo
incremento di costi dovuto proprio all’utilizzo di fossili per sopperire a un bisogno extraterritoriale.
Questo scenario vede profondamente svantaggiati i paesi che, per sopperire al proprio fabbisogno
energetico, devono rivolgersi a partner extraterritoriali, come, appunto l’Italia. Sono proprio l’incremento
del fabbisogno energetico e la dipendenza da terzi per sopperire allo stesso il nodo da sbrogliare.
L’adozione delle auto elettriche non può precedere un rinnovamento in termini di produzione energetica
dei singoli paesi; si parla di un ecosistema in cui l’auto elettrica è solo una delle ultime componenti. Ecco
perché a breve termine si dovrebbe auspicare l’utilizzo di auto ibride, piuttosto che di quelle elettriche,
insieme a politiche sensate in termini energetici.


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