Mors tua, vita mea: Giovinazzi e la Sauber, la grande occasione dell’italiano

Mors tua vita mea, recita l’antico detto. Ovvero, i tuoi guai possono essere la mia grande occasione. Così ecco che, mentre da un lato c’è un Pascal Wehrlein ancora dolorante per l’incidente alla Race of Champions di Miami, dall’altro che  Antonio Giovinazzi che gongola, visto che tramite l’intercessione della Ferrari è riuscito a ottenere il ruolo di terzo pilota della Sauber. Ormai anche i diretti interessati hanno confermato: nella prima sessione di test invernali a Barcellona sarà il giovane talento di Martina Franca a guidare la Sauber C36.

Per Giovinazzi sarà un’occasione d’oro: finora, infatti, aveva potuto guidare solo la Ferrari SF15-H di due anni fa nei test privati organizzati dal Cavallino a Fiorano. Ora, invece, avrà la possibilità di provare le nuove monoposto, e farlo in un contesto collettivo, dove potrà confrontarsi con gli altri piloti del Mondiale.

L’obbiettivo di Giovinazzi è duplice: da un lato deve accumulare più chilometri possibili sulla Sauber, per acquisire l’esperienza necessaria per un eventuale debutto. Ma soprattutto, deve impressionare positivamente gli addetti ai lavori, in Sauber e non solo. Non parliamo di tempi, perchè nei test invernali hanno sempre poco significato. Ma di tutti quei dati rilevabili con la telemetria che noi da casa non cogliamo, ma i tecnici sanno tradurre per capire se un pilota ha il “manico” o no.

Cosa accadrà dopo la prima sessione di test nessuno lo può sapere. Nemmeno lo stesso Wehrlein, che cercherà di tornare in pista il prima possibile per recuperare il feeling con la vettura. Ma tutto dipenderà dalle sue condizioni fisiche. La possibilità che Giovinazzi debutti in Australia in occasione del primo GP stagionale è comunque remota, ma in fondo non è neppure nei piani dell’italiano. Il 2017 sarà infatti un anno di apprendistato, con la Ferrari (nei test per i giovani piloti) la Haas e la stessa Sauber.

Con tutti gli auguri, ovviamente, di pronta guarigione per Pascal Wehrlein.

Lorenzo Lucidi

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