MOTOMONDIALE 2016: L’anno dei “VERTEBRATI”.

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MOTOMONDIALE 2016: L’anno dei “VERTEBRATI”.

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MOTOMONDIALE 2016: L’anno dei “VERTEBRATI“.

Si è conclusa anche quest’anno la stagione del motomondiale, a Valencia, ultima tappa classica negli ultimi anni.

Il 2016 in MotoGP è stato l’anno delle (semi)rivoluzioni tecniche, col ritorno del gommista Michelin e l’introduzione della centralina unica, già utilizzata dai team Open nelle precedenti stagioni.

Dal punto di vista sportivo la novità principale è l’interruzione del dominio dei “Fab 4” (Marquez, Lorenzo, Rossi e Pedrosa) avvenuta nel rocambolesco Gp di Assen e che ha visto il susseguirsi sul gradino più alto del podio ben 9 diversi piloti.

Rispetto agli anni precedenti, c’è da registrare il calo delle clavicole fratturate, sostituite in questa grama classifica dalle vertebre: ben 4 piloti, nelle 3 classi, hanno subito questo (singolare?) infortunio.

Si tratta di Andrea Iannone e Jack Miller in MotoGP, Julian Simon in Moto2, Enea Bastianini in Moto3.

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Luis Salom in azione… RIP, giovane talento

Ma la cosa più tragica ed importante, rimane la scomparsa del giovane e talentuoso Luis Salom, avvenuta al GP di Catalogna il 3 Giugno, beffarda fatalità che ha riaperto anche i dibattiti sulla sicurezza in pista e, in gran parte, anche criticato la convivenza su certi tracciati di Formula 1 e Motomondiale.

Si è comunque trattato di una stagione ricca ed intensa di spunti, mai completamenta aperta dal punto di vista delle classifiche iridate, ma emozionante, polemica e spesso sorprendente.

MARC MARQUEZ, voto 80: 10 non si può dare, 10 punti in meno per ognuna delle 2 gare quasi da rookie da già campione del mondo. Sfrutta il deficit iniziale della sua HONDA per diventare pilota maturo, solido, consistente. Poi la moto trova la giusta quadratura e lui vince più corse di tutti, oltre a non cadere mai fino a mondiale acquisito. Ragiona e, quando ne ha la possibilità, attacca senza pietà. La fortuna in certe circostanze lo aiuta, ma lui ci mette molto del suo. Era già un fenomeno, questa stagione lo consacra CAMPIONE!

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VALENTINO ROSSI, voto 7,5: Vive la migliore stagione degli ultimi anni, a livello di pura velocità, anche in qualifica. Sembra capire meglio rispetto agli altri il comportamento delle nuove coperture e vive un inizio di stagione brillante ma non troppo. Austin indecifrabile per i problemi alla frizione, la prima doccia fredda arriva al Mugello con la rottura del motore. Sembra riprendersi rabbiosamente fino ad Assen, dove fa la “somarata”, poi non riesce più a fare la differenza in assoluto, concludendo la stagione con più 0 in gara dopo il debutto in classe regina. E’ in ogni caso sempre competitivo, lottando per le posizioni che contano. Va meglio del compagno, raggiunge il 2° posto iridato e dimostra di essere un SEMPREVERDE.

JORGE LORENZO, voto 6: Parte decisamente a bomba, vincendo 3 delle prime 6 gare e conquistando 2 secondi posti. E’ lanciatissimo, supportato da un’eccellente YAMAHA. A Barcellona parte in prima fila, è carico, ma a metà gara viene steso d’ignoranza da Iannone. Ecco… lì deve essersi reso conto di praticare uno sport pericoloso. Diventa polemico, irascibile, lento sul bagnato e talvolta anche sull’asciutto. Nel mezzo l’ufficialità del passaggio in Ducati, anch’essa contestabile in termini di “guida di fino”.Ruggisce nell’ultimo appuntamento iridato a Valencia, vincendo come lui sa, in fuga, l’ultima in Yamaha.  Jorge mi dispiace ma “rispetta la mia opinione”, sei stato TRAUMATIZZATO.

MAVERICK VIÑALES, voto 9: Sicuramente il pilota più evoluto quest’anno, complice una SUZUKI migliorata di motore e sempre molto guidabile. Riesce ad essere sempre competitivo in qualifica e a portarsi a casa la prima vittoria, non certo casuale nè facile, vista la giovane età. Per lui anche 3 podi che fanno perdere i privilegi alla casa di Hamamatsu. Con un altro step di costanza e cattiveria, Maverick, è pronto per diventare un TOP GUN.sepang-test2vinales1

ANDREA DOVIZIOSO, voto 6,5: inizio di stagione altalenante, finchè non diventa il bersaglio del tiro a segno: tutti lo vogliono, tutti lo centrano. Paga una DUCATI scomoda, soprattutto sulla durata della gomma. Fa il suo, coscienzioso come sempre, e quando può ci prova, conquistando 3 podi. Poi il bagnato di Sepang gli lava via di dosso la fama di perdente e dopo 7 anni vince ancora. Troppo ingegnere e poco cattivo… in ogni caso REDIVIVO.

DANI PEDROSA, voto 5: prende paga sempre e costantemente, in qualsiasi sessione e condizione meteo, dal fenomeno con cui condivide il box. Sembra svegliarsi a metà stagione con un guizzo: invece no! Si risveglia a Misano con una vittoria bella tosta, poi ricade nell’oblio e non solo: clavicola KO e fine dei giochi. Più che Torero Camomillo, FANTASMA FORMAGGINO.

CAL CRUTCHLOW, voto 8: Prima parte di stagione da pazzo isterico; nelle prime 6 gare, 3 volte cade e comunque mai tra i primi 10. Poi pian pianino si rende conto di dove si trova e si mette un po’ in riga, fino alla nascita della figlia, vera e propria svolta della stagione. Merito forse di uno step concessogli dalla HONDA, il pilota di CECCHINELLO comincia ad essere costantemente nel Q2, formidabile sul bagnato e letale se ne ha l’occasione. Conquista 2 GP, Brno e Phillip Island (sull’asciutto) e 2 secondi posti. Ultime due gare decisamente sottotono. Il solito imprevedibile, bellissimo, pazzo PADRE CORAGGIO.

ANDREA IANNONE, voto 6(con debito formativo): Stagione negativa dopo la maturità che sembrava aver acquisito nel 2015. 4 cadute nei primi 7 GP sono troppe anche per lui. Montagne russe: prima giù, poi su, poi ancora più giù. L’impressione è stata che, se fosse arrivato più volte, avrebbe dato paga al compagno… ma chi lo sa: non è arrivato. Scaricato dalla “sua” DUCATI  per far posto a Lorenzo, si toglie la soddisfazione di vincere in Austria una gara autorevole. Questa vittoria, più l’eroismo dimostrato a Brno senza gomma, più BELEN (che c’entra a prescindere) e la sfortuna della vertebra di Misano, danno fiducia per la stagione a venire. In ogni caso RIMANDATO.

LE PAGELLE DEGLI ALTRI:

POL ESPARGARO, voto 7: Animale da gara, sbaglia relativamente poco.

HECTOR BARBERA, voto 6: mago delle scie in qualifica, spesso si perde in gara.

ALEIX ESPARGARO, voto 5: La Suzuki e il suo compagno progrediscono… lui no.

EUGENE LAVERTY, voto 6: Costantemente a punti, merito delle pochissime cadute in gara.

ALVARO BAUTISTA, voto 7,5: La sua APRILIA non è un missile. Lui ci mette cuore e cervello facendo quello che può, quando può.

SCOTT REDDING, voto 6: Ottime cose sul bagnato condite con errori di foga, quasi puerili.

DANILO PETRUCCI, voto 5,5: Con tutta l’acqua di quest’anno era lecito aspettarsi di più, nonostante l’infortunio.

STEFAN BRADL, voto 5: Prende sempre paga da Bautista: ancora non ci siamo.

JACK MILLER, voto 5.5: Mezzo voto in più per la bellissima vittoria di Assen.

MICHELE PIRRO, voto 7: come le moto che gli hanno fatto guidare quest’anno.

LORIS BAZ, voto 6,5: Dopo lo scoppio della gomma ad oltre 300 km\h nei test, premiato perchè ha corso, conquistando tra l’altro un 4° e un 5° posto.

TITO RABAT, voto 4: decisamente troppo acerbo.

YONNY HERNANDEZ, voto 4: Rimane simpaticissimo, quasi tenero, ma quando potrebbe si emoziona e cade.

COSTRUTTORI!

HONDA, voto 9: Si presenta al via con una moto improbabile; scorbutica come un pirata ubriaco. Marquez ha pazienza e la tiene a galla. Poi i tecnici la trasformano nella moto da battere (vedi le vittorie di Pedrosa, Crutchlow e Miller) aiutati dal team che orchestra sempre delle strategie perfette e non sbaglia un colpo.

YAMAHA, voto 7: Partenza da super-favorita, viste le difficoltà della rivale HONDA  e i risultati dei test pre-stagione. Un’involuzione tecnica da metà stagione in poi ne smorza gli entusiasmi. Colpa dei piloti? Può darsi… Ma anche i satelliti non progrediscono. PIGRI.

SUZUKI, voto 8,5: Migliorata la prestazione motoristica senza perdere le qualità ciclistiche già viste nel 2015, allevando un talento assoluto che ha fatto loro perdere i privilegi a suon di risultati. Brivio può essere più che soddisfatto e, forse, qualcuno si potrebbe pentire di non averla scelta per il 2017.

DUCATI, voto7,5: tendenzialmente un ottimo step rispetto alla scorsa stagione: nel motorsport lo sviluppo è sempre lungo. Rimane il motore supersonico, ma anche la difficoltà nella messa a punto e l’adattabilità ai vari tracciati è, a volte, deficitaria. La scelta di Lorenzo potrebbe non essere la migliore per il 2017… vedremo.

APRILIA, voto7: mettono in pista, si può dire per il primo anno, una vera MotoGP. Albesiano e compagni si pongono l’obiettivo di entrare nei primi 10 della classifica in gara e ci riescono con una discreta frequenza, non sempre per disgrazie altrui. Una base solida per dar vita a delle innovative e soddisfacenti stagioni a venire.

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Da martedì 15/11, sempre a Valencia, si aprirà praticamente la stagione 2017, coi test sul circuito spagnolo e molti piloti sulle loro prossime moto. Grande curiosità per la KTM, che nel test in gara di Valencia non ha poi così sfigurato!

Luca Gion Gion Pieri

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