Test Drive Audi Q2 2.0 TDI 190 CV – Quattro formato mignon

In principio fu la Q7, imponente suv e primogenita della stirpe Q dell’Audi. A essa, nel listino di Ingolstad, si sono poi affiancate vetture sempre più piccole allo scopo di accontentare un pubblico sempre più ampio. L’ultima ad aggiungersi a questa gamma di sport utility è proprio la meno ingombrante e costosa, la Q2. L’abbiamo provata nelle strade intorno all’Autodromo di Vallelunga grazie all’Audi Quattro Experience nell’ambito del week end di gare del 23-24 settembre dove la Casa dei quattro anelli ha schierato una R8 GT3.

La Q2 è una delle vetture recenti prodotte da Audi che hanno fatto maggiormente discutere sotto il punto di vista estetico. Nettamente più piccola del resto della gamma, A1 a parte, i designer di Ingolstad hanno optato per uno sviluppo sensibilmente meno orizzontale rispetto alle altre vetture di Casa, dando vita a una serie di forme che hanno bisogno di essere interpretate e “digerite” nel tempo. L’equipaggiamento degli esemplari ovviamente influenza notevolmente l’insieme estetico della vettura. Ad esempio il pacchetto S Line, a colorazione grigio scuro con inserti chiari e i grandi cerchi neri (anch’essi con elementi più chiari) rendono la Q2 sportiva e invitante dal punto di vista estetico.

La versione da noi provata è una top di gamma diesel, dotata del più potente tra i motori a gasolio disponibili: il 2.0 190 cavalli, ovviamente abbinato alla trazione integrale Quattro, con ben 400 nm di coppia massima. Si tratta di un motore potente e ricco di spinta, tanto che riesce a spingere anche mantenendo il regime di cambiata (almeno nella posizione Drive del cambio) molto basso, in tutto favore dei consumi. Pur non essendo una piuma (la massa della Q2 raggiunge e supera i 1500 kg) il 2 litri non sembra decisamente mai in affanno, e anzi riesce a dare qualche soddisfazione quando si inizia a tirare senza esagerare.

Ma per fare ciò sarà opportuno spostare il selettore del cambio in S, l’impostazione sportiva della trasmissione che permette di salire di giri e “sentire” di più la cambiata. Il cambio, infatti, è un sette marce a doppia frizione che in modalità normale rende poco avvertibili le cambiate, ma che n modalità sportiva fa sentire lo stacco delle frizioni. È ovviamente possibile sfruttare il cambio anche in modalità manuale, muovendo i paddle sistemati dietro al volante. Si tratta di comandi agevoli da raggiungere ma un po’ piccoli.

A livello di tenuta e di guida la Q2 nasconde abilmente il suo essere un suv, sia pur non altissimo. Su strade ricche di curve e dissestatela piccola Audi si muove agilmente non abbandonando la traiettoria impostata dal guidatore. Anche il sistema frenante è adeguato alla vettura.

 

All’interno la Q2, pur essendo la più piccola dei suv Audi, non è angusta. Soprattutto davanti, grazie anche i montanti abbastanza sottili e all’ampio parabrezza, la visibilità è ottima (e la seduta alta non fa che migliorarla). La situazione cambia sedendosi dietro: lo spazio non manca (anche i passeggeri sopra al metro e 80 non toccheranno la testa sul cielo della vettura) ma i larghi montanti C, il piccolo lunotto e la linea di cintura che si alza man mano che si procede verso la coda rendono la parte dietro dell’abitacolo parecchio meno ariosa e luminosa. Per questo potrebbe convenire richiedere come optional il tettuccio apribile, assente nell’esemplare in prova.

Il posto guida offre il dovuto spazio e un buon feeling con i comandi. I quali, comunque, sono in buona parte “virtuali”. L’esemplare in prova era dotato di Audi Cockpit, vale a dire che la grande maggioranza di elementi analogici e pulsanti è sostituita da due grandi schermi. Uno posizionato centralmente sul cruscotto, che assolve le funzioni di navigatore satellitare e computer di bordo. L’altro invece è posizionato dietro il volante, dove di solito trovano posto gli strumenti del tachimetro e del contagiri e indicatori vari. Qui invece tutto ciò può essere impostato secondo vari stili, ad esempio rimpicciolendo o ingrandendo le informazioni relative alla guida e dando più o meno spazio al navigatore satellitare. Il quale può dunque essere esposto contemporaneamente sui due schermi (e che fa uso non della tradizionale mappa bensì delle foto satellitari).

Decisamente ricca è la lista dei dispositivi di sicurezza. Dal sistema che “aggancia” la vettura davanti regolando la velocità in base a essa, fino a quello che corregge il volante per mantenere l’auto nella corsia. Quest’ultimo è difficile da far funzionare sulle strade normali dove la segnaletica orizzontale è tendenzialmente sbiadita, tant’è che le due spie verdi che segnalano quando il sistema è attivo si accendono abbastanza raramente. In ogni caso si tratta di sistema di ausilio di cui non bisogna abusare.

La Q2 si afferma, dunque, piccola più per dimensioni che per contenuti, sia a livello meccanico che soprattutto per dotazione tecnologica. E, di conseguenza, anche per prezzo. Assistenza alla guida e Cockpit, ad esempio, sono optional che fanno schizzare verso l’alto il prezzo della vettura, che rischia di superare agevolmente i 50.000 euro. Molti per una vettura che, pur dotata di contenuti di classi superiori, rientra comunque nel segmento B.

Lorenzo Lucidi

Potrebbero interessarti anche...