Test Drive BMW Serie 218d Active Tourer – L’aliena di Monaco

È l’ultima auto che ti aspetti di vedere in un autosalone marchiato BMW. Sembra un’intrusa, ma non lo è. Se il mercato chiama Monaco risponde, così nelle concessionarie dell’Elica, tra una Serie 4 GranCoupè e una Serie 5 nuovo modello, trova posto anche la Serie 2 Active Tourer. Prima monovolume della Casa tedesca nonché prima vettura del marchio a trazione anteriore dopo decessi di fedeltà alle ruote motrici posteriori. Una ricetta che sconvolgerebbe qualsiasi appassionato e anche piuttosto controcorrente, dato che molte Case hanno abbandonato il format di mpv in favore di piccoli suv e crossover familiari.

Per capire come questa novità assoluta di BMW si inserisca nella famiglia del marchio siamo andati a provarla, nella versione di media potenza a gasolio, ovvero la 18d 2.0 diesel da 150 cavalli e 330 nm, che a listino parte da poco più di 30.000 euro. Oggetto del nostro test è stata la versione Active Tourer, vale a dire quella tradizionale a 5 posti, ma è disponibile anche la variante alungata con 7 posti, denominata Gran Tourer.

Prima di salire in macchina vale la pena spendere alcune parole sulla linea, incredibilmente azzeccata se si considerano le dimensioni e soprattutto le proporzioni non esattamente felici di quest’auto. La linea tradizionale delle BMW di fascia medio-bassa (in primis Serie 1 e X1) sono state traslate perfettamente su questo modello così diverso dagli altri della famiglia, così non si ha mai la sensazione che la 2 Active non sia un BMW, nemmeno quando la si vede parcheggiata tra una Serie 7 V12 e una M4 cabrio.

Saliti a bordo la prima sensazione che si prova è quella di estrema ariosità. Le superfici vetrate sono estremamente ampie rispetto a quanto la Casa di Monaco ha abituato i clienti delle vetture più sportive, e questo è un primo punto a favore della monovolume. Il secondo è l’interno dell’abitacolo, smaccatamente BMW sia pure con proporzioni leggermente diverse. Le soluzioni sono quelle più moderne: cambio automatico a 8 rapporti, freno di stazionamento elettrico, telecamera posteriore e navigatore satellitare integrato, oltre agli immancabili sistemi di ausilio alla guida e di riduzione dei consumi.

(foto da esemplare diverso da quello in prova)

 

Al volante le sensazioni si mischiano tra quelle di un telaio comunque rigido e almeno in parte sportivo e una buona dose di assetto turistico e non assolutamente paragonabile a quello delle vetture più tradizionali del marchio. Del resto l’obiettivo della Serie 2 Active è quello di permettere a una famiglia con bagagli al seguito di viaggiare, senza rinunciare a un buono spunto (ricordiamo che in gamma ci sono anche versioni ben più potenti come la 220d diesel da 190 cavalli o addirittura la 225i a benzina da 231 .

Il 2.0 a gasolio da 150 cv comunque non delude e si rivela più che sufficiente per svolgere il suo compito. Con il cambio in modalità sport, tra l’altro, la guida diventa anche piuttosto coinvolgente, pur mancando i paddle dietro al volante che la renderebbero ancora più viva (l’unico modo di cambiare marcia manualmente è usando la leva sul tunnel). Ma del resto la Serie 2 Active non si pone questo come obiettivo primario. La guida è poco faticosa e si viaggia comodamente anche quando si incontrano superfici dissestate. Anche la strumentazione di bordo dissuade dal premere eccessivamente l’acceleratore, con un indicatore del consumo istantaneo e dei momenti in cui avviene il recupero dell’energia (in frenata e accelerazione).

Lo spazio, davanti e dietro, è abbondante, così che sia il guidatore sia gli occupanti non abbiano problemi di spazio, specie in altezza. Il baule di 468 dm3 è commisurato all’auto. In manovra la 2 Active è decisamente più semplice da gestire rispetto alle varie berline e suv della gamma grazie alle già citate superfici vetrate. Ciononostante sensori e retrocamera tornano utili per facilitare le operazioni.

(foto da esemplare diverso da quello in prova)

 

In conclusione, la Serie 2 “monovolume” è un‘ottima auto familiare che può competere con le rivali del segmento delle mpv offrendo in più un marchio come quello dell’Elica sul cofano e contenuti di alta qualità, sia dal punto di vista meccanico (questo pianale oltre che sulle Mini e sulla X1 verrà utilizzato anche sulla prossima Serie 1) che di qualità degli interni e di dotazioni elettroniche. Ovviamente, però, non offre quel grado di coinvolgimento che garantiscono invece i modelli “tradizionali” della Casa. La guida può rivelarsi migliori di quella delle altre monovolume ma non è certo la stessa delle altre BMW, così come sotto altri punti di vista la 2 Active si rivela inferiore almeno in parte alle vetture di fascia alta. Insomma, la Serie 2 è un’auto che deve essere osservata dal punto di vista delle mpv piuttosto che da quello delle altre vetture bavaresi. Operando questo cambio di prospettive il giudizio sull’auto si può modificare anche radicalmente.

Lorenzo Lucidi

Potrebbero interessarti anche...