Verso la Dakar – Primi ruggiti per la Peugeot 3008DKR

Verso la Dakar – Primi ruggiti per la Peugeot 3008DKR

Peugeot Sport partecipa alla Dakar in forma ufficiale da due stagioni. Lo scorso anno ha conquistato la vittoria grazie a Stephane Peterhansel, al suo dodicesimo successo in carriera nel più noto dei raid.
La vettura utilizzata nel 2016 era la 2008DKR16, versione rivista e corretta della veloce ma inaffidabile 2008DKR impiegata dagli uomini del Leone all’esordio nel 2015.
In vista del 2017 una nuova belva è in fase di sviluppo: la 3008DKR, presentata al salone di Parigi lo scorso settembre.

Il prototipo si rifà nel nome a un recente modello stradale del Marchio, per ovvie ragioni commerciali, ma per altrettanto ovvie necessità competitive con il pacioso suv la vettura condivide giusto qualche accenno stilistico.
La meccanica è infatti la medesima della “vecchia” 2008DKR, anche se necessariamente evoluta: ruote enormi, carrozzeria quanto più possibile leggera e resa sinuosa da sfoghi, prese d’aria e appendici aerodinamiche, motore V6 diesel biturbo da 3 litri, trazione posteriore.

Immagine dall’ultimo test pre-Dakar di Peugeot svoltosi in Francia

Quest’ultima scelta ha fatto molto discutere: il “senso comune” vorrebbe le quattro ruote motrici avvantaggiate rispetto alle sole due, ma il particolare regolamento della Dakar e dell’annesso campionato consente alle vetture equipaggiate con due sole ruote motrici di adottare sospensioni dall’escursione maggiore. L’effetto di questo “bilanciamento” è un maggiore competitività di una delle due soluzioni a seconda della tipologia di terreno e delle condizioni di gara. D’altronde, la vittoria del 2016 non ha fatto che dare ragione alla scelta di Peugeot.

Il posteriore della Peugeot 3008DKR
Il posteriore della Peugeot 3008DKR

L’esordio in gara della Peugeot 3008DKR ha avuto luogo in occasione del Rally del Marocco disputatosi a inizio ottobre: la tradizionale “prova generale” della Dakar ha visto Sainz chiudere al secondo posto, alle spalle di Nasser Al-Attyiah su una Toyota Hilux anch’essa aggiornata e davanti a uno stuolo di Mini.
Anche alla Dakar i principali rivali delle belve del Leone saranno proprio Toyota e Mini, come sempre avvenuto negli ultimi anni.

Nasser Al-Attiyah sulla nuova Toyota Hilux
Nasser Al-Attiyah sulla nuova Toyota Hilux

Entrambe le vetture adottano schemi a quattro ruote motrici e sono schierate da squadre di alto livello con equipaggi altrettanto competitivi: Toyota acquisisce Al-Attyiah, uno dei più forti in circolazione nella specialità, affiancandolo a De Villiers e Roma, già vincitori. Mini si affida invece ai rallysti Hirvonen e Al Rajhi, oltre che a Terranova.
Presente anche Ford con il suo Ranger, puntando quest’anno decisamente in alto: i rallysti Prokop e Xavi Pons costituiscono piloti di alta caratura che potrebbero inserirsi nelle posizioni di vertice.
Difficile invece prevedere il livello di competitività della Renault Duster affidata al pur bravo Emiliano Spataro e delle altre vetture, essenzialmente iscritte in forma privata, fra le quali spiccano le Suzuki affidate a Tim e Tom Coronel.
Quanto a Peugeot, confermato lo squadrone dello scorso anno: Despres, Peterhansel, Sainz e Loeb. Cui quest’anno si aggiunge Romain Dumas (vincitore a Le Mans 2016) su una quinta 3008DKR schierata da PH Sport con funzione di assistenza veloce per le quattro Peugeot di punta. Al Qassimi potrebbe invece esordire su una 2008DKR.

L’appuntamento con la partenza della Dakar 2017 è fissato per il 2 gennaio prossimo ad Assunta, in Paraguay. Il percorso è in buona parte inedito e si preannuncia come ogni anno lungo e impegnativo e porterà gli equipaggi al traguardo di Buenos Aires il 14 gennaio.

Andrea Giovanelli

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