WSBK: il punto della situazione dopo le prime gare

Pubblicato da luca florio il

Il mondiale delle derivate di serie parte ad Aragon, una pista dove Ducati e Kawasaki (o meglio, Rea) hanno vinto tre gare a testa nel 2020. I presupposti per intimorire l’egemonia di Jonathan Rea c’erano tutti. Eppure Johnny ha colto la 100° vittoria in Superbike in gara 1 su pista asciutta al sabato. Al cannibale non è bastato, poiché ha bissato il successo la mattina dopo in Superpole race, in condizioni miste. Pista umida anche per gara 2, ma questa volta è Scott Redding a vincere in solitaria, grazie all’ardita scelta delle gomme slick. Rea arriva secondo, nonostante un contatto con l’americano Gerloff abbia rischiato di metterlo fuori gioco. Bene anche il compagno di squadra di Rea, Alex Lowes, a podio in tutte le tre gare del fine settimana.

Il paddock della Superbike si trasferisce subito all’Estoril. L’unica pista in cui il campione del mondo non ha vinto neanche una gara lo scorso anno. La statistica è rimasta valida al sabato, con Redding davanti a Toprak Razgatlioglu e Rea, tutti in un secondo. Il podio s’inverte per la sprint race, con Rea ad anticipare Razgatlioglu e Redding. Gara 2 è stata la più spettacolare del weekend. Falsa partenza sia per Razgatlioglu, che perde molte posizioni, e sia per Redding. La rimonta del pilota turco si fa più difficile a causa di un doppio long lap penalty, mentre Redding guida la parte iniziale della gara. Dietro di loro, un garibaldino Gerloff stende l’incolpevole Rinaldi. In tutto ciò Rea recupera terreno sul connazionale Redding e lo passa al quattordicesimo giro. Poche curve dopo Redding scivola nel tentativo di mantenere il contatto, lasciando a Davies l’onore della seconda posizione davanti a Razgatlioglu.

Jonathan Rea celebra la centesima vittoria con i marshall. Credits: WSBK

La Supersport e la Supersport 300

In Supersport le prove di Aragon hanno visto l’unica MV Agusta della griglia, guidata da Niki Tuuli, farla da padrone. In gara però il finlandese è autore di un tamponamento ai danni di Jules Cluzel, nel tentativo di guadagnare la prima posizione. La lotta per la vittoria è stata quindi faccendo tra i due ex Moto2 Steven Odendaal e Dominique Aegerter, arrivati in questo ordine al traguardo, precedendo la Kawasaki di Ottl. Gara 2 è stato contrassegnata dalla pioggia, ma alla fine è di nuovo Odendaal a portare a casa la vittoria davanti al napoletano Raffaele De Rosa e al francese Jules Cluzel. Per Odendaal si tratta delle prime due vittorie e dei primi due podi in Supersport, mentre la sua squadra, il team Evan Bros, ha vinto due titoli consecutivi e 21 delle ultime 29 gare della categoria.

In Portogallo la storia non cambia: il sudafricano s’impone in gara 1, regolando Ottl e Cluzel. Più accesa gara 2, grazie ad un folto gruppone in lotta per le posizioni del podio. Tuttavia a pochi giri dalla fine De Rosa e Cluzel cadono, mentre la Yamaha YZF-R6 di Odendaal si ferma per un guasto. Nel giorno della morte di Jason Dupasquier, suona l’inno elvetico all’Estoril grazie a Dominique Aegerter. Primo podio per il sammarinese Luca Bernardi, arrivato secondo davanti a Philipp Ottl.

La Superbike in azione all’Estoril. Credits: WSBK

Non prevista in Portogallo, la Supersport 300 è andata però magnificamente in scena ad Aragon. Caratterizzata come al solito da grandi grupponi e dall’utilizzo della scia, le due gare spagnole sono state vinte da Adrian Huertas e da Tom Booth-Amos. Proprio il pilota britannico guida la classifica grazie al suo secondo posto in gara 1. Attardati invece i tre precedenti campioni del mondo. Ana Carrasco non è andata oltre il quinto posto in gara 2, mentre l’olandese Buis ha fatto sesto sabato. Manciata di punti per Marc Garcia, che nel 2017 divenne il primo campione di categoria.

Luca Florio


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